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Vent’anni e il viaggio della vita: Parchi Naturali degli States a budget limitato

By 05/02/2018 Giugno 15th, 2019 No Comments

La voglia che aveva Ilaria di conoscere i parchi più belli degli Stati Uniti era grandissima; si è informata e ha organizzato il viaggio della sua vita, ovviamente con un budget low cost.

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Ilaria Carmelo Kiwi The Explorer Copia
Ilaria

21 anni
Curiosa, riflessiva, sognatrice
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1. Quali sono state le sensazioni che hai provato mentre attraversavi le distese desertiche della costa ovest degli Stati Uniti?

Durante un viaggio di un mese, tra i grandi Parchi Nazionali silenziosi e le città caotiche della costa ovest, si provano molte emozioni diverse.
A Yellowstone vedendo i bisonti mi sono sentita tornare bambina, ho ripensato a quando mio padre mi raccontava le storie degli indiani che andavano a caccia.

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In parchi come il Gran Canyon e il Sequoia ho percepito la grandezza e la maestosità della natura e del tempo, ma contemporaneamente la fragilità e l’imprevedibilità degli stessi.

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Nel quartiere South LA, a Los Angeles, mi sono sentita la pelle del colore sbagliato quando una ragazza afroamericana sul pullman si è alzata per non stare seduta accanto a me.
A San Francisco ho toccato con mano la serenità, la gentilezza, la fraternità e l’umanità che l’uomo può avere; si respira un’aria magica, diversa, pura.

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Nella Death Valley ho temuto di morire di caldo, per via dei 49°C di caldo secco.
A Las Vegas ho vissuto l’euforia, l’esplosione di colori, i deliri travolgenti e la confusione di una città che sembra più un luna park che un centro abitato.

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La costa ovest è un insieme di emozioni, colori, spazi, silenzi e vibrazioni completamente diversi.

2. Il tuo viaggio è stato molto improvvisato, come ti sei organizzata per trovare gli alloggi?

Prima di partire avevamo prenotato alcuni ostelli, b&b e alberghi su Booking.com o Airbnb.
A causa di alcuni imprevisti, primo tra tutti il dover consegnare la macchina affittata una settimana prima del previsto, ci siamo trovati costretti a riorganizzare il nostro itinerario e di conseguenza anche i pernottamenti.
Ogni sera, per le prime due settimane, dopo aver visitato parchi o città, passavamo un’oretta o due in camera al computer a cercare di trovare posti letto liberi in qualsiasi sistemazione: dai ghetti di Los Angeles, agli aridi prati della California, al financial district di San Francisco.
Per fortuna siamo riusciti a rimediare e ad avere un tetto sopra la testa ogni notte.

Questi cambi di programma dell’ultimo minuto ci hanno portati a scoprire lungo la strada un ostello gestito da un ex militare dell’Air Force americana. Durante le 3 notti trascorse da lui, vicino a Yosemite, ha preparato per noi il barbeque, ci ha insegnato a fare lancio con l’ascia e abbiamo cantato insieme mangiando la pasta alla carbonara (ovviamente cucinata da noi italiani).

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Un’altra sistemazione sicuramente di rilievo è stata il resort vicino al Parco Nazionale di Capitol Reef. L’avevamo prenotato prima di partire, ma penso che dormire in una carrozza o in una tenda dei nativi americani in mezzo al deserto dello Utah sia un’esperienza unica e degna di nota.

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3. Quali luoghi ti sono rimasti nel cuore di questo tour da San Francisco a Los Angeles?

Tra le città che ho visitato –Las Vegas, Los Angeles e San Francisco- sicuramente San Francisco è la città che mi ha impressionata di più.
Nonostante sia molto ricca, essendo il centro della Silicon Valley, gli abitanti sono estremamente umili, disponibili, gentili, premurosi, colti ed educati. La città è molto elegante e offre tanti stimoli e curiosità, per esempio la prigione di Alcatraz, il molo Pier39, Lombard Street, il giardino del tè giapponese.

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Tra i parchi visitati il mio preferito è stato Yellowstone, perché nei suoi 9000 km² comprende paesaggi completamente diversi tra loro, e lo si può visitare per giorni scoprendo sempre nuovi scorci: geyser, foreste, praterie, fiumi, laghi, montagne, bisonti, orsi grizzly (vi ricordate Yoghi?), cervi, alci.

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4. Hai incontrato persone del posto o altri viaggiatori che ti hanno aiutata o dato consigli?

Nell’ostello di Los Angeles ho conosciuto due ragazzi irlandesi che avevano trascorso un mese in California per lavorare. Poiché conoscevano bene il luogo, ci hanno consigliato di andare a Venice Beach a passeggiare tra artisti di strada, musicisti, venditori ambulanti e atleti che si allenano, e di andare agli Universal Studios in determinati orari. Per quest’ultimo consiglio che ci hanno dato vi riferisco che acquistando i biglietti online risparmiate sia qualche dollaro sia il tempo della coda; se invece siete indecisi se entrare o meno vi consiglio di andare nella zona verso le 9-9.30 del mattino, così da evitare la coda se la decisione dovesse essere affermativa. 

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Durante il soggiorno a Rexburg, pernottavamo a casa di due studenti locali che ci affittavano una stanza per poter visitare Yellowstone. Lauren e Hunter ci hanno dato consigli che si sono rivelati utili per tutto il viaggio: ci hanno indicato posti interessanti da visitare, locali dove andare a mangiare, comportamenti da assumere in determinate circostanze. Alcuni esempi di consigli sono: a LA è meglio non mettere magliette rosse o blu (per motivi di conflitti cittadini), per spostarsi in città conviene utilizzare Uber e quando si va al ristorante si lascia sempre la mancia al cameriere (spesso sono ragazzi che lavorano per mantenersi gli studi).

5. Qual è il fatto più strano che ti sia mai capitato in questo viaggio?

Durante la visita al parco di Yellowstone abbiamo visto un ranger avvicinarsi ad un gruppo di bisonti per contarli e valutare le loro condizioni fisiche. Ad un certo punto due maschi si sono staccati dal branco e hanno iniziato a correre in direzione dell’uomo come se volessero caricarlo. Temevamo che lo colpissero, e ci aspettavamo che lui usasse lo spray anti-orso per allontanarli. Tuttavia il ranger, in totale tranquillità, quando i due animali erano a pochi metri da lui, ha semplicemente saltato e battuto le mani. I due bisonti terrorizzati hanno immediatamente cambiato direzione e sono scappati spaventati. Nonostante pesassero circa 600kg l’uno e avessero la possibilità di allontanare l’uomo senza problemi, un battito di mani li ha impauriti!

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6. Cosa rifaresti se dovessi ritornare in queste zone?

Sicuramente farei un giro sul cable car di San Francisco e andrei in bicicletta alla vicina Sausalito per ammirare le famose “floating homes”, le case galleggianti.

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Tornerei a fare rafting sul Colorado River; percorrerei la Route66 fino a Santa Monica, LA. 

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Arrampicherei nel parco di Zion seguendo il percorso “Angels landing” fino ad arrivare ad ammirare l’alba dall’alto; cercherei di vedere un alce nel parco Gran Teton.

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La natura riesce a meravigliarci e stupirci. Ci porta ad avventurarci per poter ammirare ogni singola forma di vita e panorami mozzafiato.

Grazie a Ilaria per aver condiviso la sua esperienza con noi e per essere stata una grande fonte d’ispirazione per le nostre prossime avventure!

Pubblicato il 05/02/2018
Valentina Lovat
Scritto da:

Valentina Lovat

Scrittrice di viaggi e natura, fotografa e amante del mare.

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